martedì 21 maggio 2013

Un giorno dopo l'altro...



Quanta genialità nel tocco soave di uno dei più grandi cantautori genovesi. 
Pochi accordi, poche parole, ma quanta classe. Poche canzoni hanno evocato in me sensazioni così forti, così contrastanti e così struggenti.
Non è certo un caso che faccia parte della colonna sonora di Mutamenti. Anzi, a dire il vero, ne ha addirittura ispirato una parte importante del testo (Il diario di Andrea che apre la Terza Parte). 
Siete curiosi? Qui sotto ne trovate un piccolo estratto e se durante la lettura volete farvi accompagnare dalla calda voce di Luigi Tenco, cliccate QUI.
Buona lettura e soprattutto buon ascolto.

* * *

Una dopo l’altra, le giornate sono passate senza che nulla sia accaduto. Viviamo ormai come automi privi di spina dorsale. Esseri unicellulari senza scopo né pace. Senza voglia, né desideri. Senza speranza.

E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Il mio sguardo indugia abbracciando una New Genova splendida – nonostante tutto – nella luce del mattino. Come tutte le mattine. Da dieci giorni ormai. Sempre lo stesso panorama. Uguale. Immobile. Vuoto. Senza vita. A volte la mia visione, forse annebbiata dai fumi di una notte insonne, si popola dei vapori, i mitici transatlantici di un’epopea perduta. Solcavano mari e oceani per congiungere mondi, genti e terre lontane. In un tempo in cui non esistevano turisti, ma solo poveri migranti. Le visioni, trasportate da una brezza calda umida, divengono quasi reali. Tangibili. Navi eleganti e slanciate avvolte in volute di bianco fumo accolgono uomini e donne raffazzonati e dignitosamente sporchi. Trascinano valige di cartone cariche di sogni e di speranze da far germogliare nella terra promessa di un nuovo mondo. Gli stessi sogni e le stesse speranze raccontate da chi, anni dopo si strugge sognando un ritorno sulle note di Ma se ghe pensu, più che una canzone, un inno nazionale per noi genovesi.
E’ quello che manca a noi. Sogni. Speranze. Qualcuno ce li ha tolti. Noi non riusciamo a ricostruirceli. Ci hanno rubato le nostre vite. I nostri affetti più cari. I nostri amici. In una parola: ci hanno rubato tutto! Senza chiedere. Senza un perché. Senza un percome. L’hanno fatto. E basta.

Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.

* * *

Se volete scoprire le altre canzoni contenute nel romanzo, cliccate QUI.

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